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“Cantones de pache e d’amore”

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Il 24 ottobre , al teatro Eliseo, è stata presentata, all’interno di una serata davvero magica, l’ultima fatica di Tonino Puddu e del Coro Su Nugoresu.

Era un lavoro …in attesa, nel senso che – come precisano i coristi – “il cd è stato ultimato grazie all’aiuto del Maestro Simone Dionigi Pala, che ha completato il montaggio delle registrazioni iniziato da Tonino Puddu cercando, per quanto possibile, di mantenere la genuinità della direzione originale, nel rispetto della memoria storica che questo cd rappresenta”.

Il CD prende il titolo dalla poesia di Franceschino Satta “Cantones de pache e d’amore” che è , poi, il primo dei quattordici brani contenuti in questo lavoro. Canto che, fin dal primo ascolto, coinvolge e avvolge l’anima in un lubrificante groviglio di sensazioni.

La scelta non è casuale. Il titolo riassume il cammino artistico di Tonino Puddu che, sempre, ha scelto di cantare e diffondere sentimenti veri ed emozioni profonde per tenere desta la parte spirituale dell’uomo : la sola che può e deve indirizzare le scelte dell’uomo per la costruzione di un mondo migliore.

Il primo canto è, infatti , una speranza, un sogno e, insieme, una rivelazione : “Istanotte bid’hapo in su sonnu su chelu luchente de bramas d’affettu comente sa luche ’e su coro…”.

Per chi è capace , come lo è stato Tonino, di vedere oltre …tutto, perfino le cose date per scontate, acquista senso e, perciò, voce e respiro. Fino a diventare all’occorrenza , come nel terzo brano -“Lassas sos frores” (ancora del poeta Franceschino Satta) – grido-invocazione:

“Ah, no! Non pinto belas d’aranzolu, proite dego cherjo una cosa solu: chi in custu mundu libidu ’e rancores, tanches bene sa janna a sa malissia…”.

“Chiudere bene la porta alla malvagità”…per “poi poter cantare le stelle e le meraviglie del cielo”. Pare retorica ed è , invece, la poetica sintesi del messaggio evangelico. E’ il richiamo alla parte migliore dell’uomo … “prima che -parafrasando il titolo di un bellissimo libro di Raniero La Valle – l’amore finisca”.

E, prima che l’amore finisca, vengono in soccorso, all’uomo che rischia di sentirsi sconfitto ( è il quinto brano : parole di Pietro Mura e musica di Tonino Puddu )“ottanta cabaddarjos” che vanno “dove si fanno i giuramenti perché tacciano gli odi vecchi e recenti ; ottanta cavalieri che portano in alto una bandiera cucita con fili di lacrime”.

Con i brani l’ “Ave Maria” e “Santa Maria ja est bella”- quest’ultima scritta da Sebastiano Satta- Tonino e i suoi ragazzi bussano alla porta del cielo e raccontano, a chi sa ascoltare con le orecchie dell’anima, suoni, note e colori vestiti d’azzurro.

Poteva mancare, in questa bella raccolta, un brano del grande Montanaru?

Il lavoro sarebbe risultato monco. Il canto “Bella est sa notte” vuole essere un abbraccio festoso alla gente di Desulo ed , in particolare, ai ragazzi del Coro Montanaru che l’artista diresse per ben nove anni , dalla sua istituzione nel 1997, fino al 2006.

Particolarmente toccante il canto-pianto dei vinti contenuto nel brano di Pietro Mura “Sos Cristos semus nois” : “nois teraccos fidaos, nois berbeches muntas de sos meres”…ma mai rassegnati, perché consapevoli d’essere la vera forza e la fonte che porta l’acqua ai fiumi.

La vera novità, l’inedito di questo Cd è il brano “Toccheddos de coro”- parole di Franceschino Satta e musica di Tonino Puddu- : canto del cigno , testamento spirituale che l’artista presentò , in anteprima, all’Anfiteatro di Nuoro, un mese prima del suo addio terreno. Un inno all’Amore che riassume una vita assaporata, morsa, vissuta senza tentennamenti e sempre “con sentimentos limpidos d’incantu”.

Ma è nel brano che chiude la raccolta , nell’immortale “Non potho reposare”, scelto non a caso dai ragazzi del suo Coro ( oggi diretto dal bravo Simone Dionigi Pala) che si verifica la magia dell’incontro con Tonino Puddu, nel momento in cui proprio lui canta :

“Se mi fosse possibile prenderei la forma dello spirito degli angeli…”.

La sua richiesta è stata ascoltata da quel Dio che tutti accoglie.

Quel Dio che, nella sua infinita generosità, ha saputo e voluto farci dono, per un tratto di strada, di una persona splendida e , per mille anni ancora, di una delle più belle voci della Sardegna.

“Cantones de pache e d’amore” : un Cd che è un commiato e, insieme, un contatto continuo con l’artista perché, come scrivono i ragazzi del Coro Su Nugoresu all’interno della copertina “questo lavoro è stato realizzato affinché la tua musica possa viaggiare ancora e, superando il tempo e le distanze, riscaldi il cuore di chi ti ha conosciuto e di chi verrà…”

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