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Disizos

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Nati musicalmente nel 2007, gli Etnias ci vengono incontro con le loro melodie e il loro canto. Nell’ascoltarli si intuisce nell’immediato che possiedono quel qualcosa in più che li rende speciali. Unici . Ci si sente investiti da un’onda lunga fatta di note che paiono rincorrersi nell’anima per poi arrivare al cuore … e lì sostare.

Ci si ubriaca di bello. E la sensazione trasmette positività e speranza : voglia di fare e di dare perché “su tempus benidore” “vivat in amore e pache” e “tottu si mudet in festa, rispetu e allegria”, così come racconta la bellissima “Disizos” che da anche il titolo a questo loro secondo lavoro.

Il CD comprende dodici canzoni . Quella che, più di altre , avvolge ed emoziona fino alla commozione è, senza ombra di dubbio, “Su bole ’e s’astore”, la canzone scritta e musicata dall’indimenticabile Tonino Puddu, ora interpretata magistralmente da Alessandro Melis , voce maschile del gruppo . Cantarla poteva risultare un azzardo. E invece … Ci si sofferma , stupiti, ad assaporare quello che, probabilmente , è stato il testamento spirituale del Mestro Puddu : il suo addio terreno … quando prese coscienza del fatto che si stava avvicinando “s’ora chi cantat sa die”, nella certezza che la vita, quella vera, prende inizio dopo il volo terreno. E ad arricchire “Su bolu ’e s’astore! ci sono – e non potevano mancare! – anche i suoi ragazzi : i componenti il Coro Su Nugoresu, che entrano nella canzone con la professionalità che, da sempre , li caratterizza. In sintesi : è un’interpretazione da brivido!

Che dire , poi, della stupenda “Paragulas d’amore” scritta dal poeta Franceschino Satta? Lo asguardo si riempie di meraviglia ed il “passo” di chi ascolta, inizialmente volutamente lento, diventa camminata veloce e ,poi, corsa e infine volo … quando melodia e voci si innalzano, potenti, per condurre il messaggio d’amore fino alle porte del cielo. E così come Piero Marras aggiunse il titornello a “Bae luna”, rendendo la poesia di Franceschino Satta ancora più toccante , così Alessandro Melis è riuscito a rendere ancore più emozionante il contenuto della canzone, con alcuni versi scritti da lui e collocati lì, al punto giusto.

Il brano “Ojos” è una tenera preghiera rivolta agli angeli affinché abbandonino il cielo per proteggere da vicino tutti coloro che aprono gli occhi alla vita.. E, consapevoli del fatto che l’innocenza dei bimbi è capace di smuovere perfino le montagne, ci si rivolge a loro affinché “sa pregadoria olet a su chelu” e solleciti il volo.

Terra soberana”, sempre di Franceschino Satta, è una dichiarazione d’amore alla nostra bella e antica terra sarda : altra interpretazione da batticuore.

E ancora “Tenelu a mente”,”Imbriachera”, “Serenada”, “Su castanzeri”, “Isola in festa” “E duru siat”, arricchite spesso dal sax di Simone Pala, dalle launeddas di Andrea Pisu e da tanti altri musicisti di rilievo che hanno scelto di dare il loro contributo per la realizzazione di un lavoro musicale di qualità. Non a caso l’ultimo brano è solo strumentale e, nell’ascoltarlo, si comprende perché la musica possa essere anche terapia: perché solleva lo spirito e lubrifica il pensiero.

(Da “Sonos e contos” , dicembre 2010)

 

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