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Inaugurazione della biblioteca comunale “Liberato Ceriale” : gli interventi

 

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Liberato,

se tu fossi stato qui stasera, ti avrei visto, vestito di blu e di eleganza , porgere saluti affettuosi e regalare sorrisi colmi di gratitudine a tutti coloro che ti sarebbero venuti incontro; avresti avuto carezze per i più piccoli , avresti scambiato sguardi d’intesa con tua moglie, Rosalba adorata , e avuto , da dietro le tue lenti scure, occhi di timida fierezza per i tuoi meravigliosi figli e nipoti , Anna e Alberto.

Ti saresti guardato intorno, non tralasciando nessuno e , lento nei movimenti e veloce nel pensiero , ti saresti seduto su una sedia che avresti scelto defilata e avresti ascoltato, gustandola , ogni parola detta per te .

Vedi Librato : anche se non ti vedo, comunque ancora ci sei, per questa gente di Budoni di cui , rara, appare la sensibilità, propria di chi non sa e non vuole dimenticare.

E ancora ci sarai , perché del tuo nome risuoneranno le mura di questo luogo di cultura ed emozioni.

Al tuo sconfinato amore per i libri , rimanderà ogni pagina che da noi verrà sfogliata .

Giusto riconoscimento per chi , come te , trasudava si cultura , mai ostentata ma sempre offerta come dono prezioso, non solo ai tuoi alunni. Perché essere uomo di cultura non significa soltanto amare il sapere , ma saperlo trasmettere e praticarlo nei modi delicati , nelle espressioni mai banali ed eccessive, nei ragionamenti sagaci e ponderati, nei gesti di consolazione e di coraggio. Tu eri tutto questo, e la tua comunità, che tanto amavi, non lo vuole dimenticare perché ciò che tu hai significato per essa non vada perso ma diventi un punto di riferimento e un modello da seguire .

Oggi è il giorno della festa di nonno Liberato e per lui indosserò il vestito più bello!”, ha esclamato tua nipote Anna, stamattina. Hai ragione , Anna … Abbiamo bisogno di Bellezza! Ed oggi , qui, ne respiriamo l’essenza.

Ciao Liberato … Dai nostri cuori non sei andato via e qui rinasci per non morire mai.

Graziella Fois

 

 

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Parlare di te non è facile.

Parlare di un grande uomo come te è un azzardo. Si rischia di non usare le parole adatte e di non averne neppure le competenze e, perciò, di apparire persino irriverenti. Lo faccio perché sento di dover esternare questi sentimenti insopprimibili che provo e che arrivano spontaneamente dal cuore.

Parlare con te – lo dicevo a Massimo, tuo figlio – era un’occasione di crescita culturale.

In molti, la mattina , quando ti avvicinavi al banco di mescita per il solito caffè mattutino o pomeridiano,facevano a gara per scambiare quattro parole con te.

Lo vedevo, sono stato testimone per molti anni, quando questo rituale quotidianamente si ripeteva. Tu sempre gentile e disponibile con tutti (che fossero ragazzi o anziani, in abiti eleganti con cravatta o semplici operai in tenuta da lavoro) parlavi con loro; dietro la tua apparente austerità c’era un animo generoso, gentile nei modi, nel fare … Sempre attento e rispettoso, senza mai dare sfoggio della tua profonda sapienza, senza mai abusare della tua grande preparazione culturale . In ogni parola, in ogni frase, dispensavi consigli per la vita.

Ricordo che , durante le riunioni, in quella che un tempo si chiamava sezione, si parlava e ci si confrontava sui più svariati argomenti . Tutti, però, attendevano il tuo pronunciamento … Tu si che davi un senso alla militanza politica, dimostrando sempre , in tutte le occasioni, una grande coerenza, grande senso dei dettami morali e di giustizia sociale … valori ormai desueti.

Mi piace anche ricordarti sui banchi del consiglio comunale dove, per molti anni ,hai dato il tuo contributo di idee e di valori, spesso anche assumendo e sostenendo con determinazione le tue posizioni, anche se in contrasto con la tua stessa maggioranza .

Grazie Liberato per l’insegnamento che ci hai lasciato. Ti sono personalmente grato per i consigli e l’arricchimento che ho tratto durante le lunghe dissertazioni fatte con te . Se dovessi usare una metafora per definire la tua persona, direi che sei stato una Ferrari che, seppur consapevole della grande potenza a disposizione e pur avendo la possibilità di ingranare tutte le marce a disposizione, hai preferito tenere un profilo semplice , sobrio , da gentiluomo … perché le grandi persone non hanno bisogno di ostentare il loro sapere, non hanno bisogno di apparire. Si può essere grandi senza tanti clamori.

Tu sei andato via, ma resta in noi il bellissimo ricordo e il grande privilegio di averti conosciuto.

Grazie, Liberato!

Manlio Cossu

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