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Incontro con Marcello Fois e Giovanni Carroni

Undici luglio, ore 21,30. Parco Li menduli, San Teodoro.

L’appuntamento è lì. Non si sa bene che cosa accadrà .Le notizie, nonostante il mio interessamento, non arrivano o sono scarne, generiche. Di sicuro ci sarà lo scrittore Marcello Fois, grazie all’impegno dell’Associazione culturale Kindà che porta avanti il progetto Canti e Litranghi. . E’ un ottimo motivo per andare,considerato il fatto che lo leggo ormai da circa tre anni e gli incontri mi incuriosiscono sempre, visto che possono contribuire ad aggiungere o togliere qualcosa all’idea che il lettore inevitabilmente si costruisce su un determinato autore.Il luogo scelto per l’incontro pare collocarsi fuori dallo spazio e dal tempo. Un prato bellissimo “all’interno ma fuori del paese” , varie sedie sistemate per l’occasione, un piccolo palco. Atmosfera da teatro all’aperto. Già in lontananza riconosco la voce calda dell’attore Giovanni Carroni. “Che bello!- penso – Due grandi nuoresi insieme.” La serata promette scintille.Mi sistemo sull’erba ed ascolto. Pare un discorso fra due amici che si ritrovano dopo parecchio tempo ed hanno voglia di raccontarsi. E sta forse qui la magia di quest’incontro. Niente di costruito, di stabilito prima, di retorico. E noi, pubblico attento e interessato, avvertiamo da subito di non essere” fuori dal gioco” ma di far parte integrante del tutto. E’ la stessa sensazione che si prova quando si leggono i libri di Fois : si entra inavvertitamente e inevitabilmente nei suoi racconti e lì si rimane, sedotti.Giovanni Carroni , all’interno della chiacchierata con l’amico ritrovato, legge alcuni brani tratti dai vari libri di Fois .Ed allora ci si sorprende a pensare che le parole , scritte con i colori giusti e lette come solo Giovanni Carroni sa fare, sono capaci di costruire meraviglie..Ho letto tutti i libri di Fois. Eppure , nell’ascoltare la lettura di alcuni suoi brani, la sensazione che mi arrivava, nitida,non era quella del ricordo ma della novità. E’ la stessa emozione che provo e ri-provo costantemente quando rileggo le poesie di Garcia Lorca. I suoi versi rinascono continuamente nella mia memoria, vergini..Quando, per caso o per scelta, ci si imbatte in determinati autori, a lettura terminata si scopre di star meglio non solo spiritualmente ma anche fisicamente. Si avverte in quei momenti che il legame che unisce mente e cuore esiste , ed è forte . E può contribuire a renderci più tonici e forti. Certamente migliori. Perciò chi afferma che la cultura non nutre, sbaglia. Eccome!Ore 22 e trenta. L’incontro è terminato. Una lunga fila di persone, con uno o più libri in mano, attende la dedica. Tra loro ci sono anch’io . Non ho fretta e scelgo di essere l’ultima .Forse per prolungare la sensazione di benessere spirituale, forse nella speranza di scambiare qualche parola con l’autore. Forse.Con certezza, però, sento di star bene in questo prato bellissimo, all’interno ma fuori del paese,che profuma di bello.

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