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“Per un mondo solidale”

Nuoro 21 marzo 2003

Manifestazione Associazione Aprile

Sono cresciuta con dentro di me – accanto alla testarda fiducia nell’uomo – il fardello della solitudine , dell’impotenza , dello scoramento. Vedevo – anche se non in diretta – le tragedie… che alcuni denunciavano e che tanti conoscevano . Che pochi cercavano di risolvere…perché accadevano OLTRE e riguardavano ALTRI . E quando qualcuno – trovando spazio nei mass-media – urlava forte la sua indignazione , mettendo a nudo i risultati del nostro egoismo o della nostra indifferenza, eravamo anche capaci di grandi slanci di generosità… e mettere la mano in tasca per dare – e non soltanto per prendere il fazzoletto – diventava naturale. La nostra, però, era- ed è – una solidarietà muta. Non ascoltiamo i bisogni: ci limitiamo a dare una piccola parte del superfluo.

Non solo… Lanciavamo, o consentivamo che altri lanciassero – anche a nome nostro – i “sacchetti di viveri”… in un territorio che contemporaneamente veniva bombardato sempre dalla stessa mano ; territorio seminato di mine antiuomo, costruite e vendute da noi e da chi , con l’ideazione, la costruzione e la vendita di quegli ordigni si arricchiva e si arricchisce .

Mandavamo in regalo , fino all’altro ieri – bontà nostra – il latte in polvere in territori privi di acqua potabile , per cui i bambini morivano forse prima, perché l’acqua che veniva utilizzata per sciogliere il latte era inquinata…

E questi sono solo due esempi – e non dei più forti e significativi – delle cose che facciamo, o che consentiamo che altri facciano, in maniera… sbagliata, anche se sarebbe esatto dire, in maniera criminale.

E allora? Allora io , oggi, – ed oggi più di ieri a guerra di aggressione iniziata, programmata da tempo e tenacemente voluta da chi ha dimostrato in tutti i modi, di voler tendere l’orecchio solo alla propria arsura di dominio e ai propri appetiti economici – non riesco a parlare con la partecipazione e l’enfasi necessarie dell’articolo 18, della crisi della Fiat, delle tasse che aumentano – anche quando cercano di convincerci che non è vero – della pensione che rischia di diventare un miraggio, dei tagli alla scuola e alla sanità, della presenza sempre più marginale della donna nella politica e nei posti di rilievo.. . Non riesco. E non perché non siano problemi importanti, capaci di condizionare in negativo il nostro presente e il futuro dei nostri figli . Sono- lo so bene- la cartina di tornasole di un governo incapace, o meglio, prepotente e capace di realizzare il peggio.

Ma c’è , oggi, una priorità..

Sono richieste , oggi , delle scelte precise che riguardano ognuno di noi , perché il tema sul quale discutere non è un tema da poco : è quello dellanostra sopravvivenza. E “le nostre paure sul futuro non svaniranno – ci ricorda quell’esempio significativo di donna impegnata nel sociale che è Federica Morrone – se continueremo a fingere di non sapere che questo è un momento cruciale. Il silenzio rende complici di chi uccide.”.

Ognuno di noi DEVE fare, e deve fare bene la sua parte… e un buon inizio- in questo unizio di guerra- sarebbe quello di firmare il testo di legge di iniziativa popolare che comprende cinque norme per l’attuazione del principio del ripudio della guerra.E poi fermarsi e manifestare con le varie associazioni. Invitare i commercianti ad abbassare le serrande con su scritto “chiuso per la pace”. “Sarebbe una prima volta- ci ricorda Teresa Sarti- che segna una tappa importante”. E’ urgente farlo , oltre che drammaticamente necessario. Le bombe non devono fermare la nostra voglia di costruire un futuro a misura d’uomo.Dobbiamo esserci per contrastare; dobbiamo esserci – ed essere in tanti!- per contare, per dare più forza alle nostre rivendicazioni, alle nostre richieste di giustizia sociale e di di solidarietà .Alla nostra voglia di tendere la mano per restituire e dare, e non per colpire. Dobbiamo restituire significato alla parola democrazia, rivendicando il diritto all’informazione… perché informazione manipolata e assenza di informazione è furto della democrazia.

Dobbiamo contribuire in maniera più responsabile ad eliminare le ingiustizie, fucina di mille mali.

“Se ci sarà l’attacco – e l’attacco c’è stato- un sacco di povera gente ci lascerà la pelle, chi subito e chi dopo, perché miseria ed epidemie vanno a braccetto con la guerra”- affermava solo l’altro ieri Gino Strada

“L’equilibrio è stato rotto – ci ricorda Terzani – Si tratta di non continuare nella direzione in cui siamo al momento. Si tratta di diventare esseri più spirituali, meno attaccati alla meteria, più impegnati nel rapporto col prossimo e meno rapaci nei confronti del resto dell’universo”.

Ne saremo capaci prima che diventi inevitabile esserne capaci?

Io credo di si, se saremo in tanti a tendere l’orecchio alla nostra coscienza.

Io credo di si, se impareremo a confrontarci non sull’asse verticale delle nostre presuntuose certezze religiose e culturali, ma sull’orizzontale dell’uomo.

Io credo di si, se impareremo a soffrire in ugual modo- non dico di più- sia per gli alunni morti sotto un bombardamento, sia per gli alunni morti sotto un terremoto, sempre a causa dell’ingiustizia e/o dell’imperizia dell’uomo.

Io credo di si , se firmeremo in tanti la proposta di legge di iniziativa popolare proposta da Emergency.Ed ora che il popolo di Emergency si è riunito anche in Barbagia ( ed eravamo in tanti l’altro ieri, qui a Nuoro, a dare la nostra adesione ) sarà meno arduo far sentire- sempre e comunque- il nostro deciso NO alla politica della morte.Noi non siamo né con Bush , né con Saddam. Tra i due MALI noi non scegliamo il minore ,perché abbiamo già scelto- da tempo- di stare dalla parte delle vittime dell’indifferenza, dell’arroganza e degli interessi di bottega.

Da loro, dal porto degli ultimi , è necessario partire per costruire diritti, per dare o ridare senso e spessore alla nostra vita.

 

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